ANALISI DELLE FOTO UFO DI VALLE HERMOSO

Di Sante Pagano e Pier Giorgio Caria

Tempo fa vi avevamo presentato, tramite un’approfondita relazione eseguita da Pier Giorgio Caria, il caso di un oggetto metallico discoidale, fotografato nella città di Valle Hermoso il 16 agosto 2022.

Qui l’articolo https://www.thebongiovannifamily.it/messaggi-celesti/2022/9576-ufo-in-messico-le-analisi-tecniche-e-i-messaggi-del-cielo.html

Un evento straordinario che evidenzia, ancora una volta, una presenza costante ed operante dell’aviazione extraterrestre. Grazie alla buona qualità delle immagini riprodotte, abbiamo avuto la possibilità di poter assistere indirettamente ad una manifestazione molto importante, che traccia la sua impronta in un momento molto delicato per il mondo.
Come vi abbiamo già riportato, l’evento è assolutamente reale e genuino, ma abbiamo deciso comunque di approfondire tale caso attraverso delle analisi più approfondite, allo scopo di dedicargli tutta l’importanza e l’attenzione che merita.
“L’oggetto”, riprendendo le righe dell’articolo linkato qui sopra, “si staglia nitidamente in cielo, al di sotto delle pesanti nuvole temporalesche. La grande capacità di riflessione dello scafo del disco volante riflette l’abitato nella parte sottostante, mentre nella parte superiore riflette il cielo, permettendo così di apprezzare la caratteristica argentea del metallo del disco.
Il punto di riflessione della luce solare, sul bordo dell’UFO, varia chiaramente posizione durante il movimento ascendente del mezzo ed è di dimensioni abbastanza ridotte. Un particolare fondamentale che prova le notevoli misure dell’oggetto volante. Se si fosse trattato di un piccolo modellino lanciato in aria, sarebbe stato avvolto interamente dalla luce diurna e anche le zone in ombra non sarebbero state così nette e scure come invece si apprezza chiaramente nei tre scatti eseguiti da Juanito Juan.”

Per le nostre analisi abbiamo deciso di partire proprio da questo importante dettaglio, ossia il riflesso della luce del sole sul disco. Attraverso alcuni test pratici, abbiamo realizzato un approfondito studio sul comportamento della luce quando questa incontra superfici curve di piccole e grandi dimensioni.
Innanzitutto abbiamo preso due oggetti di forma circolare, di uso comune, aventi differenti dimensioni e uno spessore simile, e li abbiamo illuminati in modo da poter comparare il riflesso della luce presente sul bordo dei due oggetti discoidali.
Abbiamo quindi eseguito 4 foto degli oggetti, posizionando la fonte luminosa prima ad una certa distanza, e successivamente più da vicino.

Qui la foto dei due oggetti lontani dalla fonte luminosa:

Qui la foto dei due oggetti più vicini rispetto alla fonte luminosa:

Ciò che abbiamo rilevato è che sostanzialmente, a prescindere dalla dimensione degli oggetti, questi rifletteranno sempre la stessa quantità di luce. In un oggetto piccolo, anche se a prima vista sembra essere presente un riflesso più grande, in realtà tale fenomeno è dovuto solo ad un effetto ottico. Semplicemente, essendo più piccolo, ha meno superficie a disposizione, e quindi gran parte di essa risulterà illuminata. Per farvi comprendere meglio abbiamo eseguito delle analisi specifiche sulle due foto.

Qui la foto della comparazione dei due oggetti lontani dalla fonte luminosa:

Qui la foto della comparazione dei due oggetti vicini alla fonte luminosa:

Ed infine la tabella che mette a confronto la porzione totale di superficie di entrambi gli oggetti, suddivisa in porzione investita dal riflesso e non:

Quindi è evidente che, a prescindere dalla grandezza dell’oggetto, le dimensioni della superficie riflettente si presentano di egual misura a parità di distanza dalla fonte luminosa, aumentando d’intensità quando ci si avvicina alla luce e diminuendo quando ci si allontana. Ed inoltre, come dicevamo prima, un oggetto di piccole dimensioni dimostrerà sempre di avere meno superficie non investita dal riflesso, se confrontata ad un oggetto più grande. Ciò accade appunto, per ovvie ragioni legate alla superficie totale che risulta essere minore.
Il risultato si è rivelato molto soddisfacente e conferma ciò che abbiamo precedentemente affermato, ossia che l’oggetto fotografato a Valle Hermoso è di notevoli dimensioni, ed è assolutamente da scartare l’ipotesi avanzata da chi asserisce che si tratti di un semplice modellino.

A tale proposito, vi riportiamo qui un’immagine presentata da un canale di analisi ufologica, dove l’autore, avendo eseguito delle foto ad un piccolo magnete lanciato in aria, afferma che le immagini del disco ottenute a Valle Hermoso molto probabilmente rappresentano un oggetto di piccole dimensioni, fornendo però delle prove che invece di avallare questa tesi, la contraddicono.

In effetti, stando a quanto abbiamo esposto e spiegato sopra, possiamo vedere come il modellino lanciato in aria rifletta ampiamente la luce del sole, dimostrando quindi di possedere una superficie molto piccola.

Ecco le due foto messe a confronto, quella del piccolo magnete a sinistra, e quella del disco di Valle Hermoso a destra. Si noti anche la diversa intensità delle zone d’ombra, molto più scure nella foto di Juanito Juan.

Qui sotto la stessa immagine variata in luminosità e contrasto per rendere più evidente la sostanziale differenza.

A seguire vediamo la stessa immagina sottoposta ad un’alterazione della curvatura cromatica che dettaglia ancora meglio l’estensione del riflesso nei due oggetti.

Avendo quindi dimostrato ampiamente che le foto del disco di Valle Hermoso riproducono un oggetto di grandi dimensioni, abbiamo proceduto con l’analizzare il materiale fotografico, per poter escludere definitivamente che siano il semplice prodotto di una qualche manipolazione digitale.

Procedendo innanzitutto con l’«analisi del livello di errore», questa ci ha confermato, con alta probabilità, la genuinità degli scatti fotografici di Juanito Juan, poiché non sono state riscontrate tracce di alcuna alterazione grafica. Infatti, di fronte ad una manipolazione grafica, ci saremmo trovati davanti ad una importante incoerenza cromatica e tonale dell’oggetto rispetto agli altri elementi presenti nelle foto. Come potete vedere nelle immagini qui sotto, l’oggetto aggiunto digitalmente e indicato dalla freccia, spicca in modo evidente rispetto al resto degli elementi presenti nello scatto, con un colore molto più chiaro e con dei contorni decisamente più marcati. Per rendere ancor meglio l’idea, nell’immagine comparativa a destra, vediamo a sinistra l’analisi eseguita sulla foto originale e a destra quella con l’aggiunta grafica del secondo oggetto, segnalato anche qui dalla freccia.

Anche nell’analisi dei pixel non abbiamo rinvenuto anomalie. Infatti, come già evidenziato, i pixel del disco sono coerenti con quelli delle altre strutture presenti nel paesaggio fotografato. Questo particolare lo rendiamo maggiormente evidente mettendo a confronto i pixel dell’UFO con una porzione della casetta sottostante.

La stessa coerenza la vediamo anche nell’analisi grafica ottenuta tramite la valutazione della “componente principale”. Qui possiamo vedere i “quadrettoni” formati dai pixel, grazie ai quali si riescono ad identificare eventuali anomalie di discontinuità che indicherebbero una contraffazione. Come vediamo, anche se forse ad occhi meno esperti sarà complicato cogliere il dettaglio, questi “quadrettoni” si inseriscono con una certa continuità e coerenza tra il disco e l’ambiente circostante ad esso, senza nessuna interruzione grafica riscontrabile.

Per rendere meglio comprensibile l’analisi sopra descritta, abbiamo evidenziato tali dettagli nell’immagine seguente:

Mentre nell’immagine sotto è possibile verificare cosa accade quando un oggetto è aggiunto digitalmente. La differenza è sostanziale: l’oggetto inserito digitalmente tramite Photoshop si rivela essere totalmente isolato dall’ambiente che lo circonda, in quanto non contiene le stesse informazioni.

Lo stesso principio lo riscontriamo nell’immagine che segue dove possiamo vedere un’altra analisi delle foto, la quale dimostra nuovamente l’assoluta coerenza dell’oggetto discoidale con l’ambiente circostante. Basti notare infatti quella sorta di “linee serpeggianti di pixel” che non si interrompono quando incontrano l’oggetto, ma continuano attraversandolo per intero.

A sinistra abbiamo l’analisi originale, a destra la stessa con le linee evidenziate con i colori per rendere più chiaro il concetto sopra espresso:

Con la modifica della curvatura cromatica verifichiamo la tipologia della luce riflessa dal disco e la sua coerenza con il resto degli oggetti presenti negli scatti. Anche in questo caso, l’analisi ha confermato che l’UFO era effettivamente presente nell’ambiente al momento degli scatti, poiché esso reagisce coerentemente alle variazioni del flusso cromatico dell’intera scena, dimostrando di assumere le stesse tonalità di colore posseduto dagli elementi che compongono il paesaggio. Tale particolare lo notiamo soprattutto se comparato alle nuvole le quali, essendo più vicine ad esso, dimostrano un’identica varietà cromatica.

Andando ad ingrandire i particolari questo dettaglio risulta ancora più evidente:

Ed è durante tale analisi che abbiamo potuto verificare un altro importantissimo particolare. Stiamo parlando del piccolo oggetto nero che sembra seguire il disco volante nei suoi spostamenti. Come evidenziato nell’articolo citato inizialmente, si ipotizzava che si trattasse di un “sincronizzatore magnetico” che viaggia di concerto al grande disco metallico. Questi oggetti hanno la funzione di fare da “telecamera esterna” che rimanda ai piloti dell’UFO le immagini delle immediate vicinanze della nave in quanto i potenti campi energetici che ne permettono la navigazione aerea creano dei disturbi per la visione a breve distanza. Evidenziamo la posizione di questo oggetto nei tre scatti:

Ebbene, se così fosse, e cioè se non si trattasse di semplici insetti o altro catturati dallo scatto, (come qualcuno ha asserito senza fare le opportune verifiche), questi piccoli oggetti neri non avrebbero risposto coerentemente ai test che abbiamo eseguito. Si sarebbero comportati come semplici corpi scuri che assorbono completamente la luce, non dimostrando quindi nessuna, o scarsissima, capacità di riflessione luminosa.

Nell’analisi mostrata nelle immagini a seguire tali oggetti dimostrano di avere caratteristiche strutturali metalliche, poiché riflettono la luce del sole allo stesso modo del disco assumendo, infatti, le stesse tonalità cromatiche:

In ultimo, abbiamo voluto verificare se il disco, avendo dimostrato di possedere le caratteristiche di un oggetto metallico fortemente riflettente, riportasse sulla sua superficie gli elementi presenti al di sotto del suo scafo, soprattutto le abitazioni. Per fare questo, abbiamo utilizzato alcuni sofisticati programmi, grazie ai quali siamo riusciti ad ottenere importanti dati da poter evidenziare. Prima di entrare nel merito delle analisi, vediamo alcune foto della zona in cui si trovano gli edifici presenti nelle foto di Juanito Juan.

Nella foto sotto vediamo lo stesso scenario delle tre foto del 16 agosto 2022 con la mano di Juanito Juan che indica il punto in cui si trovava l’UFO:

Nella foto seguente possiamo vedere a sinistra, la casa-officina di Juan Manuel Sánchez di colore verde e, dal lato opposto della strada, a destra, la casetta azzurra e un’altra casetta di colore marrone con il tetto di lamiera ondulata la cui parte posteriore è particolarmente arrugginita:

Una vista più ravvicinata della casetta azzurra e di quella marrone:

Una vista del retro della casetta azzurra e di quella marrone e, dall’altro lato della strada, la casa-officina di colore verde di Juanito Juan:

Preso atto in modo più particolareggiato dello scenario in cui è accaduto l’avvistamento di Valle Hermoso del 16 agosto 2022, andiamo a vedere quali sono stati i risultati delle analisi sullo scafo sottostante dell’UFO. Abbiamo già visto come la sua parte superiore rifletta le nuvole ed il cielo che lo sovrastano, poiché il disco assorbe e riflette coerentemente la luce dell’ambiente in cui si trova. Nelle tre foto il disco si posiziona con tre angolature differenti rispetto al suolo, posizioni che variano conseguentemente agli spostamenti eseguiti dall’oggetto. Considerando come punto temporale 0 la prima foto, giungiamo al punto temporale 2 nella terza foto. Abbiamo deciso di analizzare soltanto la prima e la terza foto, in quanto nella seconda, punto temporale 1, probabilmente a causa dell’accelerazione improvvisa dell’oggetto o per una messa a fuoco errata, il disco risulta troppo sfocato per dare una risposta accettabile alle elaborazioni.

L’analisi dei due scatti, foto 1 e foto 3, ha evidenziato dei dettagli a dir poco stupefacenti. Migliorando, infatti, le immagini con appositi strumenti informatici e variando alcuni parametri grafici, le foto hanno rivelato elementi che altrimenti sarebbero stati molto difficili da notare.

Nella prima foto a seguire, con il disco posizionato parallelamente al paesaggio sottostante, l’analisi dimostra che questo riflette in maniera chiarissima il tetto della casetta azzurra e persino la parabola arancione che vi è installata sopra.

Si tratta di dettagli importantissimi che, se affiancati all’analisi eseguita sulla terza foto, ci permettono di raggiungere una chiara valutazione sul caso dell’UFO di Valle Hermoso, e di dare ampio merito a tali documenti a nostro avviso straordinari, e reali aldilà di ogni ragionevole dubbio.
Nella terza foto del 16 agosto 2022, l’oggetto ha raggiunto una quota superiore a quella del primo scatto ed una diversa angolazione di circa 30° rispetto al suolo.
Anche qui è possibile notare un particolare molto interessante: il disco, infatti, riesce a riflettere l’immagine di ciò che si trova perpendicolarmente ad esso rispetto alla nuova posizione assunta. Guardando l’immagine a seguire vediamo come il tetto di lamiera arrugginita e quello non ossidato della casetta marrone, e l’angolo del tetto della casetta azzurra, si riflettono sulla calotta inferiore del disco. Un risultato davvero stupefacente.

Inutile dire che se l’oggetto fosse stato di piccole dimensioni non avrebbe potuto riflettere il paesaggio sottostante con questa chiarezza e definizione, soprattutto se consideriamo che la fotocamera utilizzata per eseguire questi scatti è quella di un semplice smartphone con prestazioni fotografiche non di alta qualità.

Avendo visto le foto di migliore qualità scattate da terra, e con angolazioni diverse, di queste due abitazioni, ci possiamo rendere conto con maggiore chiarezza della coerenza degli elementi che si riflettono sulla parte sottostante del disco.
In conclusione mostriamo a seguire delle riproduzioni in CGI del disco di Valle Hermoso eseguite dal nostro prezioso collaboratore Ramon Corrado, grazie alle quali possiamo comprendere ancora meglio la forma dell’oggetto si è manifestato a Juanito Juan, testimone ed autore delle tre foto sin qui analizzate.
Le immagini mostrano l’oggetto creato digitalmente, da varie prospettive oltre a quelle assunte dal disco nelle foto originali di Juanito Juan.

A seguire il link ad una animazione digitale da noi eseguita, che mostra come l’oggetto si è comportato di fronte al testimone, il quale purtroppo non è riuscito a girare un video ma solo i tre scatti fotografici:

Concludendo la disamina sul materiale realizzato da Juanito Juan il 16 agosto 2022 a Valle Hermoso, a fronte di tutte le analisi e valutazioni riportate in questo articolo e nel precedente, possiamo affermare con assoluta certezza, che siamo di fronte ad un reale e straordinario caso di avvistamento di un velivolo extraterrestre. Tale avvenimento rappresenta l’ennesimo segno dell’incessante e sempre più massiccia manifestazione che testimonia la presenza di civiltà super evolute nel nostro mondo. Civiltà che cercano, instancabilmente, di stimolare il genere umano ad una presa di coscienza sull’impellente necessità di modificare, in maniera radicale e definitiva, uno stile di vita nettamente all’antitesi con quei valori umani e spirituali che potrebbero garantire una vita giusta e felice ad ogni essere che vive sulla Terra. Valori che l’umanità, in larga maggioranza, si ostina a rigettare, preferendo una misera esistenza volta alla belligeranza e al disprezzo del creato intero.

Non sappiamo per quanto tempo ancora questi meravigliosi esseri avranno l’autorizzazione ad operare con queste modalità, ma una cosa è certa: molto presto questa potenza proveniente dagli spazi siderali interverrà globalmente per dare spazio e merito solo a coloro che, con grande coraggio ed umiltà, avranno scelto la via della Verità e della difesa della Vita, rinunciando con consapevolezza e decisione al delirio ed alla follia alle quali la gran parte della massa umana terrestre sembra essersi definitivamente e incoscientemente votata.

Sante Pagano / Pier Giorgio Caria

16 gennaio 2023